Nathalie

Una storia iniziata quarant'anni fa

E' il 1978 quando Vico Magistretti disegna Nathalie, il capostipite di tutti i letti tessili moderni: una innovazione tipologica, estetica e funzionale che ha segnato uno spartiacque nella storia dell'arredamento.

Gli anni '70 sono un periodo di evoluzione nella società: nascono nuovi stili e si affermano nuove esigenze. C'è il desiderio di una quotidianità più moderna e informale. Una grande azienda italiana recepisce questi segnali e studia un nuovo prodotto: è il Piumone, che consente di rifare il letto in un attimo e senza fatica. E' un successo, soprattutto con la clientela più giovane.

Non viene invece accolta con favore l'innovativa idea di inserire il piumone nei negozi di arredamento. Rosario Messina trova allora la soluzione: "Io dovevo vendere un piumone e quindi avevo bisogno di un letto". Per la progettazione viene scelto Vico Magistretti, a quell'epoca uno dei designer italiani di maggior successo.

In uno dei primi incontri, Magistretti abbozza su un foglio, in velocità, due ovali morbidi. Uno lungo, orizzontale e uno piccolo, verticale: "Una base così, una testata così, e il letto è fatto". Dove i due ovali rappresentano il piumone, che nella sua idea deve salire anche sulla testata. Per dare risalto alla morbidezza del piumone sulla testata, Magistretti suggerisce di tenderlo a metà altezza, lasciandolo libero di gonfiarsi in alto e in basso.

Il designer fa alcune prove in azienda su un modello di letto con una tavola di legno come testata. Alla fine della giornata un piumone rimane appoggiato sullo schienale. Per evitare spostamenti o cadute un operaio lo fissa con uno spago, che annoda a fiocco sul lato. Magistretti lo vede e decide: la tensione che crea è perfetta. Quel fiocco è la soluzione che stava cercando.

Prende forma così un progetto articolato: un letto semplice e mai visto prima, senza rete, solido, realmente comodo, sfoderabile per poter cambiare aspetto pur rimanendo lo stesso oggetto. L'imbottitura posata sulla testata, e fermata dai fiocchi, permette di nasconderci sotto i cuscini, così rifare il letto è davvero questione di un attimo; i materiali sono gli stessi usati per il piumone. La coordinabilità è totale.

Tra gli elementi su cui Magistretti ha facoltà di decidere c'è anche la scelta del nome. Durante l'estate rilegge 'Guerra e Pace' di Tolstoj, tra i cui personaggi spicca la giovane Natalja Rostova: per il progettista non ci sono dubbi, il nuovo letto si chiamerà come lei. Magari con una grafia più internazionale: Nathalie.

E la storia inizia.

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